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Internazionalizzazione e crescita sono strettamente legati e le aziende, se non vogliono farsi schiacciare dall’austerity impressa al mercato interno, devono implementare una politica di delocalizzazione e/o sviluppo estero.

I motivi alla base dell’internazionalizzazione, generalmente, sono due:

Meno costi

Ridurre i costi (outsourching o off-shoring di alcuni reparti o della fabbrica intera)

 

Ampliare il mercato geografico di riferimento

Conoscere in modo dettagliato le informazioni storiche, fiscali, economiche e statistiche in merito a ogni paese del mondo

 

Onde non correre rischi, è bene far precedere una decisione in tal senso da un’analisi strutturata del paese al quale si pensava di rivolgere le proprie attenzioni: norme, tassazione, prospettive economiche e situazione del mercato interno.

Anche se l’imprenditore può avvalersi delle note classifiche internazionali  (capacità competitiva dei paesi), basate su appositi parametri quali la qualità della vita, le tempistiche di apertura delle attività, la maggiore o minore vischiosità della burocrazia, la situazione della giustizia, ciò non basta. Per una decisione in merito ad un investimento internazionale, serve anche comprendere la dinamicità e la vivacità interna del contesto economico e la fluidità della situazione politica.

Prima ancora di definire una strategia d’ingresso o delocalizzazione sui mercati esteri, pertanto, è fondamentale avere a disposizione quante più informazioni possibili delle zone considerate oggetto di desiderio.

Il servizio di Country Report offre dettagliatissime relazioni con informazioni culturali, storiche e statistiche in merito a ogni paese del mondo. Infatti, prima di pensare all’espansione estera, sarebbe bene allargare i confini della specifica conoscenza attraverso una consulenza evoluta in merito alla situazione, globalmente intesa, del paese prescelto.

Country Report: esempi